Rizzoli Emanuelli sostiene Pink is Good

Per ogni confezione venduta dei propri prodotti l’azienda parmigiana devolverà una quota al progetto della Fondazione Veronesi per la lotta al tumore al seno

16.05.2016

Chi acquisterà un prodotto Rizzoli Emanuelli nei mesi di maggio e di ottobre contribuirà direttamente a sostenere la lotta contro il tumore al seno nell’ambito del progetto “Pink is Good” promosso dalla Fondazione Umberto Veronesi. L’azienda parmigiana specializzata nelle conserve ittiche ha aderito al progetto che dal 2013 raccoglie fondi per finanziare la ricerca scientifica e per educare alla prevenzione del tumore al seno.
 
Una parte del ricavato della vendita dei filetti di alici, tonno e le altre specialità ittiche dell’azienda sarà quindi destinata al progetto “Pink is Good”. I consumatori riconosceranno con facilità gli espositori con i prodotti Rizzoli Emanuelli che per l’occasione saranno rosa e riporteranno il logo dell’iniziativa. La promozione avrà due momenti speciali, uno è stato a maggio per la festa della mamma, l’altro sarà a ottobre, mese mondiale dedicato alla prevenzione del tumore al seno.
 
Siamo orgogliosi di aver aderito a un’iniziativa così importante che ormai da tre anni è un momento fondamentale per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sugli sforzi nel campo della ricerca e dell’informazione che, grazie a un’istituzione autorevole come la Fondazione Veronesi, vengono profusi quotidianamente per contrastare una malattia terribile che riguarda migliaia di donne”, ha commentato Federica Siri, Marketing & Trade Marketing Manager di Rizzoli Emanuelli.
 
Due gli obiettivi del progetto “Pink is Good”: sostenere la prevenzione, indispensabile per individuare la malattia nelle primissime fasi e finanziare la ricerca di medici e scienziati che hanno deciso di dedicarsi allo studio e alla cura del tumore al seno.
Ed è proprio in questa direzione che Rizzoli Emanuelli ha scelto di dare il proprio sostegno al progetto contribuendo al finanziamento del lavoro dei ricercatori che stanno operando per individuare le strade più efficaci per curare questa malattia che ogni anno, in Italia, colpisce circa 48.000 donne.
 
 

 

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