Quanto sono buone le pesche sciroppate

La nuova campagna del Ministero delle politiche agricole e alimentari punta ad incentivare il consumo di quelle fresche e sostenere i produttori. In questo periodo si lavorano quelle per i prodotti trasformati come confetture e quelle sciroppate.

04.07.2016

Le pesche sono il frutto italiano estivo per eccellenza. Si coltivano un po’ ovunque, da Nord a Sud del Paese. Protagoniste di macedonie e insalate di frutta, di succhi, dolci e gelati, sono tra i frutti trasformati più utilizzati durante l’anno. E se in questo periodo è consigliabile consumarle fresche, in confettura o sciroppate possiamo gustarle tutto l’anno.

Proprio le pesche sciroppate sono una tipicità italiana, nata all’inizio del secolo scorso nel varesino. Il primo a produrre “Pesche allo sciroppo” sembra sia stato il lattoniere di Travedona, Luigi Colombo, come conferma anche Maurizio Medaglia sul blog del Gastronauta che le confezionava in barattoli di latta saldati manualmente, come si è fatto fino all’inizio del 1980 quando comparvero le prime aperture a strappo con la classica linguetta, su commissione di un nobile della zona.

Oggi le pesche sciroppate sono il frutto “in scatola” più diffuso e consumato. E se molti le preferiscono al naturale non pochi le utilizzano per preparare dolci e macedonie. Le più rinomate sono quelle di Monate, prodotte dall’Azienda agricola Bianchi dell’omonima famiglia che le produce e confenziona seguendo il metodo artigianale dal 1965. In circa otto ore le pesche, bianche e gialle, vengono raccolte, lavorate e confezionate in sciroppo di acqua e zuccero nelle tradizionali lattine ed etichettate, ancora oggi, con l’etichetta di 50 anni fa: “Perzic de munà”, le Pesche di Monate.

Ma le pesche sciroppate sono una delle bandiere dell’industria conserviera italiana e sugli scaffali dei supermercati, degli alimentari e delle gastronomie così come nei negozi di frutta e verdura - che pure non se le fanno mancare – si trovano di diverse marche, più o meno note. Immancabili nei buffet mattutini degli alberghi e nelle mense aziendali, per molti sono un prodotto immancabile in dispensa.
In Italia si producono annualmente da 1,3 a 1,5 milioni di tonnellate di pesche, nettarine e percoche confermando il nostro Paese, insieme alla Spagna, leader a livello europeo, dove la produzione complessiva varia da 3,5 a 3,9 milioni di tonnellate. Negli ultimi due anni il consumo è tornato a crescere, anche grazie alla campagna sostenuta dal Ministero ma in passato gli italiani si erano disaffezionati a questo ottimo, nutriente e salutare frutto con ripercussioni negative anche sulla produzione.

La campagna “Pesche e nettarine di stagione: qualità italiana garantita dalla natura” realizzata dall’Organizzazione Interprofessionale ortofrutticola italiana - Ortofrutta Italia, con il patrocinio del Mipaaf, si sviluppa principalmente nei mesi di luglio e agosto, e punta a sostenere su tutto il territorio nazionale il consumo di pesche e nettarine attraverso un’informazione dei cittadini sulle qualità nutrizionali e qualitative di questi prodotti. Coinvolti 4mila punti vendita della grande distribuzione organizzata, dei mercati agroalimentari e dei negozi specializzati e di prossimità dove sono esposti i materiali comunicativi.
 
“Nei prossimi giorni – afferma il Ministro Maurizio Martina – sarà ancora più facile individuare le pesche e nettarine italiane e i cittadini potranno scegliere ancora più facilmente la qualità made in Italy al 100%, sostenendo così i nostri produttori. Questa campagna di promozione, così come quelle dei mesi scorsi su pomodori e arance, è il risultato di un lavoro concreto e costante per la valorizzazione delle nostre filiere agricole e che vedono protagonista l’interprofessione ortofrutticola. Abbiamo sempre più bisogno di organizzazione, di aggregazione dell’offerta anche per cogliere opportunità di comunicazione come questa".
 

 

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