Mangiare tonno in scatola aiuta la fertilità

Con una porzione di tonno sott’olio o al naturale, di circa 100 grammi, si copre sino al 90% del fabbisogno giornaliero di selenio, che secondo i ricercatori dell’Università di Adelaide (Australia) ha un’azione stimolante nella produzione dell’ormone tiroideo

09.02.2016

Per non far mancare il giusto apporto di Selenio all’organismo basta mangiare tonno sott’olio o al naturale, uno dei cibi in scatola più diffusi al mondo. Il Selenio, fondamentale in un’alimentazione equilibrata, è un disintossicante naturale importante sia per il mantenimento della normale funzione del sistema immunitario, sia per la sua funzione di stimolante nella produzione dell’ormone tiroideo. Un recente studio compiuto da ricercatori dell’Università di Adelaide (Australia) e reso noto dall’ANCIT, l’Associazione nazionale italiana che rappresenta le imprese del settore delle conserve ittiche, ha scoperto, inoltre, che favorisce la fertilità sia femminile che maschile. Con una porzione di tonno sott’olio o al naturale, di circa 100 grammi, si copre sino al 90% del fabbisogno giornaliero di selenio.
 
Lo studio dell’Università di Adelaide (Australia), che ha confermato l’importanza di una dieta varia e bilanciata nelle varie fasi della vita, ha svelato anche il legame al femminile tra la presenza di selenio nei follicoli ovarici e la probabilità che quei follicoli producano un ovulo. A conclusione dello studio i ricercatori australiani suggeriscono di assumere selenio per un sano sviluppo dei follicoli ovarici e quindi per favorire la fertilità.
Gli alimenti consigliati per l’assunzione di selenio sono quelli generalmente più proteici come i frutti di mare, il pesce, la carne e le noci. In particolare, confermano dall’ANCIT, il tonno in scatola rappresenta uno degli alimenti più indicati per l’assunzione di questo prezioso minerale essendo tra le più importanti fonti di selenio. Mediamente, infatti, il tonno in scatola contiene una quantità di selenio pari a 35 mcg per 100 grammi di alimento, mentre la carne, pur essendo una buona fonte di selenio, ne apporta una quantità inferiore (11-17 mcg per 100 grammi).
 
 

 

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