Il Pomodorino d’Oro Mutti premia l’eccellenza

Da 17 anni l’azienda di Parma, che di fatto ha inventato la tracciabilità delle materie prime, sostiene gli agricoltori impegnati nella ricerca dell’eccellenza nella produzione del pomodoro.

06.11.2016

La gente non si fida più solo della marca ma vuole sapere cosa c’è dietro un prodotto. Da dove proviene la materia prima, chi la coltiva o alleva, il processo di trasformazione, gli step della produzione. Un prodotto è la sua storia. E Mutti lo sa bene. Tant’è che ha cominciato a farlo ben 17 anni fa istituendo il “Pomodorino d’Oro”, un riconoscimento agli agricoltori impegnati nella ricerca dell’eccellenza qualitativa nella produzione del pomodoro.

Tra i 40 migliori produttori che si sono distinti per una qualità superiore, tra gli oltre 400 ultra selezionati conferitori Mutti, quest’anno sul gradino più alto del podio è salito Marco Franzoni, titolare dell’Azienda agricola Luciano Franzoni di Reggio Emilia che ha ricevuto il prezioso trofeo direttamente dalle mani del Presidente dell’Azienda, Marcello Mutti. Il secondo e il terzo posto sono stati assegnati rispettivamente alla Società agricola Franzoni e alla Società agricola Lughese di Ricci e Maccarini. In totale l’Azienda ha distribuito premi, proporzionalmente suddivisi tra i primi 40 classificati, per un totale di oltre 140.000 euro. Il quantitativo di pomodoro conferito dai premiati che si sono distinti nell’ambito del già selezionatissimo pomodoro destinato a Mutti, è pari a 25% dell’intera produzione.

“Il premio che conferiamo quest’anno assume per me un significato ancora più importante”, ha commentato Francesco Mutti, Amministratore Delegato di Mutti SpA. “Infatti, il punteggio conseguito dal primo classificato, è stato addirittura superiore a quello che ha portato al successo il vincitore del 2015. Si tratta di un nuovo record che testimonia lo sforzo continuo e costante nella ricerca dell’eccellenza. Questo è lo spirito che anima da sempre le scelte di Mutti ed è, al contempo, lo scopo di questo incontro che ci rende così orgogliosi: l’idea è di ricercare l’eccellenza in ogni aspetto per portare il pomodoro alla sua massima espressione qualitativa”.

La campagna 2016 si è conclusa con una crescita del 14% rispetto allo scorso anno, permettendo di selezionare ancora una volta il prodotto migliore, quello più rosso e più ricco di sapore. Il bacino di approvvigionamento dello stabilimento di Parma rimane l’Emilia-Romagna (77%) e le regioni più vicine: Lombardia (16%), Veneto (3%), Piemonte (2%). In misura minore, sono presenti anche alcune aziende del litorale tirrenico (Lazio e Toscana 2%).
I criteri di valutazione della qualità del pomodoro sono condivisi con le associazioni dei produttori e le stesse aziende agricole. È il segreto di una catena che lega tutti i componenti della filiera, sino al consumatore. “Lavoriamo tutti per lo stesso obiettivo: andar fieri di portare a tavola, in famiglia, un prodotto eccellente che rappresenta la nostra identità alimentare e il cuore della dieta mediterranea”.
Sin dall’Ottocento in Italia era molto apprezzato il lavoro della cattedra ambulante di agricoltura, che aiutava i contadini a migliorare le tecniche di coltivazione. Mutti ha idealmente ripreso questa tradizione, lavorando con i suoi agronomi ed esperti a fianco del coltivatore, ricercando pratiche che migliorino il prodotto ben oltre i parametri di legge, ottimizzando metodi di coltivazione che fanno della sostenibilità un’ispirazione costante, come l’attenzione all’impronta idrica.

Per Mutti, la qualità del prodotto e dei processi produttivi rappresenta da sempre un valore irrinunciabile: sin dal ’99 l’azienda certifica, prima in Italia, i propri prodotti con il marchio “Produzione Integrata Certificata”. A questo si aggiunge, nel 2001, anche la dichiarazione “non OGM”, certificazione che prevede un doppio controllo, sulle operazioni agricole e sulle piantine, sul pomodoro fresco e sul prodotto finito. Per agevolare l’adozione del disciplinare di produzione integrata certificata e renderlo ancora più efficaci, Mutti mette a disposizione di tutti i produttori un sistema di supporto alle decisioni, per utenti registrati, sviluppato da Horta, uno spin off dell’Università Cattolica di Piacenza, denominato pomodoro.net che ha lo scopo di facilitare l’accesso alle più avanzate tecnologie per la coltivazione del pomodoro.

L’azienda è fortemente impegnata anche sul fronte della sostenibilità ambientale. Mutti, infatti, dal 2010 con WWF per ridurre i consumi di acqua e le emissioni di CO2, coinvolgendo attivamente tutta la filiera agricola. Per produrre una passata di 720 gr ci vogliono circa 170 litri d'acqua. Nel 2016 l'azienda è riuscita ad abbassare ulteriormente l'impatto ambientale della trasformazione industriale del pomodoro rispariamando 500 milioni di litri d'acqua e immettendo meno CO2.




 

 

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