I “boccaccielli” di Pietro Parisi come la madeleine di Proust

Lo chef napoletano ha aperto a Roma "Boccacciello Bistrot", un negozio dove si possono gustare o acquistare i suoi famosi prodotti

27.05.2016

In principio furono i boccaccielli! Di pomodoro, di melanzane, di peperoni ma anche di funghi, friarielli, tonno, alici. A Napoli e in Campania vengono chiamati così i barattoli di vetro utilizzati per le conserve. Sono generalmente quelli più piccoli, che è più semplice preparare in casa. Con l'avvento dell'industria conserviera moderna nata dal genio di Francesco Cirio il vetro cedette il posto alla "buatta", la scatola di latta. Anche se il vetro non è stato mai messo da parte e oggi rappresenta oltre il 30% dei contenitori alimentari.

Immancabili nelle dispense delle case, dove ancora molte mamme e soprattutto nonne li preparano, non vengono più chiamati così da tempo. A recuperare tradizione e denominazione ci ha pensato Pietro Parisi, il cuoco contadino che ha impostato il suo lavoro sul recupero delle tradizioni locali, iniziando a riproporli prima nel suo ristoranre di Palma Campania, "Era Ora", e più recentemente nella gastronomia “Le cose buone di Nannina” fino ad inaugurare a Roma un punto vendita tematico: "Boccacciello Bistrot".

E' un negozio, quello inaugurato nel cuore di Roma da Parisi, in via del Boschetto 129, tutto (o quasi) dedicato ai boccaccielli, versione italiana – pardon napoletana – del food jar, il cibo servito in barattolo di vetro (ormai una tendenza internazionale). Qui si possono trovare e anche gustare Parmigiana di melanzane e gattò di patate, la famose polpette al ragù di Nannina (la nonna di Pietro) o millefoglie di bufala e melanzana, ma anche crostata di patate e carciofi, tortino di ricotta e spinaci e dolci classici della pasticceria napoletana come la pastiera o la sfogliatella frolla, tutti rigorosamente sotto vetro!

I Boccaccielli di Pietro sono rigorosamente artigianali, anche se hanno una buona shell life, ma di fatto rispondono alla stessa esigenza che aveva spinto Francesco Cirio a lanciare sul mercato prima i piselli in scatola e poi il podororo: poter disporre di un prodotto stagionale e genuino durante tutto l'anno.

Con i suoi boccaccielli, Pietro Parisi che sta portando avanti il progetto con Luca Capuano, segna la svolta definitiva nel grande processo di rilancio del cibo in scatola, uno dei prodotti che ha contribuito maggiormente alla diffusione della cucina italiana nel mondo. Il ritorno al vetro, il recupero delle tradizioni, l'attenzione alla filiera e alla tracciabilità così come l'importanza della comunicazione, dal packaging allo storytelling, sono gli elementi che stanno caratterizzando una nuova fase delle conserve. Nel suo piccolo Pietro Parisi sta anticipando una tendenza che influenzerà molto la produzione industriale dei prossimi anni.

"Con i boccaccielli, specialità della tradizione gastronomica campana in vasetti, il cibo si fa scoperta, sorpresa" - scrive Pietro Parisi nel suo sito - "sono piatti semplici, cotti sottovuoto al vapore, rigorosamente stagionali, capaci di coniugare gusto e praticità”. Quello che cerchiamo oggi, non più la solità "scatoletta" o "vasetto" ma rivivere un'esperienza, come Proust con la sua famosa madeleine!




 

 

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