I 160 anni dei Piselli in scatola (e dell’industria conserviera italiana)

Nel 1856 Francesco Cirio a Torino mette punto un metodo per produrre e vendere cibi freschi in scatola. Fu subito un successo.

05.03.2016

L’industria conserviera italiana ha 160 anni. Era il 1856, infatti, quando un giovanissimo Francesco Cirio apre la sua fabbrica a Torino dove inizia a produrre piselli in scatola. L’idea gli era venuta dall’esperienza maturata affiancando il padre nel negozio di famiglia, aperto a Fontanile, in cui si vendeva olio, pasta e pane e carne ma soprattutto negli anni in cui frequentava il mercato ortofrutticolo di Porta Palazzo di cui diventò in breve tempo uno dei principali protagonisti, avviando il commercio di primizie italiane con l’estero. Primizie che, però, deperivano facilmente nel viaggio, un fatto che lo portò a cercare di capire prima e avviare nel 1856 la produzione di conserve sfruttando la tecnica dell’appertizzazione sviluppata 50 anni prima da Nicolas Appert e l'esperienza di Peter Durant, produttore delle prime conserve in contenitori di latta e stagno. Le sue conserve di piselli, inizialmente, non duravano a lungo ma furono molto apprezzate dando impulso all’attività industriale. Nel 1867 presentò i suoi primi prodotti a Parigi, alla Grande Esposizione Universale, dove ricevette molti riconoscimenti. Nel 1861 sposta la sua produzione anche al Sud, aprendo 4 stabilimenti in Campania spinto dalla crescente richiesta di pomodoro: a San Giovanni a Teduccio, e Castellammare di Stabia nel napoletano, nel salernitano e nel casertano. Il pomodoro pelato prodotto da Cirio fu subito un successo e decretò la fortuna dell’azienda che proprio grazie all’oro rosso della Campania e alla tecnica di conservazione impiegata, in latte di banda stagnata, iniziò un lungo periodo di espansione internazionale.

Alla sua morte, il 9 gennaio del 1900, l'industria "Cirio - Società Generale delle Conserve Alimentari" era ormai già una delle più grandi e prestigiose aziende agro-alimentari d'Europa. Fu Pietro Signorini, allora socio della Società, a raccogliere dal fondatore il testimone della guida aziendale. Grazie a lui l'azienda pose solide radici nell'area partenopea, realizzò nuovi stabilimenti conservieri di pomodoro, frutta e altri vegetali. Da metà degli anni 1920, poi, con il sapiente utilizzo di strumenti pubblicitari e promozionali, l'azienda Cirio entrò nel vissuto di tutti gli italiani ed il consumo dei suoi prodotti si diffuse capillarmente, affermandosi come uno dei marchi più noti dell'alimentare italiano.

 

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