Cucina italiana nel mondo: cibo in scatola indispensabile

Pomodoro, conserve, salse e sughi sono i primi alleati di cuochi e chef e pizzaioli all’estero. Consentono di avere in dispensa tutti gli ingredienti per preparare i piatti della tradizione italiana. Dal 21 al 27 novembre la prima settimana della Cucina italiana nel mondo, promossa dal Mipaaf

22.11.2016

Il cibo in scatola è il vero protagonista della cucina italiana nel mondo. Se ogni giorno nelle case e nei ristoranti di tanti paesi è possibile gustare una lasagna, la bolognese, l’amatriciana, la classica pasta al sugo o piatti tipici come pasta e fagioli, risi e bisi o le lenticchie, sempre più apprezzati, è grazie a conserve, sottolio, sughi pronti, condimenti  ma anche verdure, ortaggi pesce e formaggi. La nostra cucina e i prodotti alimentari made in Itay, in questi giorni sono al centro della prima Settimana della “cucina italiana nel mondo”, cominciata il 21 novembre che prevede circa 1300 eventi fino al 27 novembre in 105 Stati, dagli USA al Giappone, passando per Canada, Brasile, Russia, Cina ed Emirati Arabi Uniti.

Promossa dal Ministero della Politiche Agricole e Forestali (Mipaaf) la prima Settimana della cucina italiana nel mondo si propone di far conoscere le produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane, con particolare riferimento ai prodotti di qualità certificata; valorizzare il saper fare italiano; diffondere i valori unici della Dieta Mediterranea; presentare l'offerta formativa del nostro Paese nel settore enogastronomico; rafforzare la presenza della cucina italiana all'estero anche attraverso le attività di specializzazione dei giovani cuochi e la presentazione dell'offerta della ristorazione italiana di qualità; infine promuovere i "percorsi del gusto" in Italia per i turisti.
 
Oggi c’è la riscoperta dell’uso di prodotti freschi, quando è possibile reperirli, ma quelli confezionati sono indispensabili a preparare i piatti più conosciuti e apprezzati all’estero. Immancabili nelle dispense di ristoranti e pizzerie, pomodoro&C. sono i principali alleati di cuochi e chef. Un dato che trova conferma nella crescita a due cifre dell’export di trasformati e conserve. Lo scorso anno, infatti, le aziende italiane che producono o semplicemnete trasformano ortaggi e verdure hanno registrato un fatturato di circa 2,1 miliardi di € (il 7,7% del totale) con +3,5%.

"Leghiamo il grande tema della cucina a quello del lavoro dei nostri produttori, un tratto distintivo - sottolinea il Ministro Maurizio Martina - che rende il modello Italia unico nel mondo. Perché quando raccontiamo un piatto, raccontiamo anche la storia di chi lo ha realizzato, di un territorio, della qualità delle materie prime. Una filiera in cui sicurezza ed eccellenza diventano parole chiave. Questa è una delle tappe di un percorso nato ad Expo Milano, dove abbiamo compreso il grande valore, anche politico, del cibo nella nostra società nei prossimi anni. E allora rafforziamo questa rete che abbiamo creato, anche grazie al Food Act, tra Istituzioni, mondo della cucina e dell'agroalimentare, per raccontare il nostro saper fare e cosa significa essere italiani. È questa la nostra forza e il nostro orgoglio".
 

 

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