Conserve: agli italiani piacciono sempre di più in vetro

ciboinscatola.it aderisce alla campagna Friend of glass a sostegno dell’uso del vetro per i prodotti alimentari.

26.05.2017

Siamo grandi consumatori di cibo in scatola, che abbiamo inventato in Italia ed esportato in tutto il mondo con Francesco Cirio. E siamo divisi da sempre tra chi lo preferisce in contenitori di latta, più utilizzati per le conserve industriali, e chi in vetro, più indicate per preparare sottoli, sottaceto, frutta allo sciroppo, confetture e marmellate fatte in casa, insomma prodotti che si giocano la competizione di mercato sulla possibilità di vedere il contenuto. Un aspetto del confezionamento che sta divenendo discriminante e soprattutto parte del prodotto. Il 65% degli italiani, infatti, considera il vetro il miglior packaging per i cibi e il materiale di confezionamento più sicuro (contro il 53% degli europei).

Un dato che è stato confermato nei giorni scorsi dalla ricerca europea lnSites di Friends of Glass, la campagna di sensibilizzazione sull’uso del vetro per gli alimenti nata nel 2008, creata dalla FEVE, la Federazione Europea dei Produttori di Contenitori in Vetro, un’associazione internazionale no-profit che rappresenta i produttori degli imballaggi in vetro per cibi e bevande. Una campagna che abbiamo deciso di sostenere, con ciboinscatola.it, non perché siamo contro i contenitori in latta, molto utili e convenienti per tanti prodotti, ma perché riteniamo che in alcuni casi il vetro sia più indicato per valorizzare il prodotto, anche una semplice confettura casalinga.

Oggi nella gran parte dei casi acquistiamo barattoli e contenitori in vetro per le nostre conserve homemade, ma un tempo riciclavamo quelli acquistati con altri prodotti. Chi non ricorda le conserve di pomodoro fatte in casa nelle mezze bottiglie della birra (come oggi le propone Agromonte)? Il vetro sta tornando il protagonista dell’industria alimentare italiana. Inizialmente una scelta dettata dalla necessità di trasparenza per mostrare il prodotto, un elemento divenuto strategico nell’esperienza di acquisto prima e consumo poi. Ma la scelta di utilizzare in vetro invece della lattina è dettata principalmente dal suo ruolo funzionale. E così, un po’ alla volta, tutte le aziende conserviere e di trasformazione stanno puntando sul vetro, anche con contenitori di design, come ad esempio i nuovi vasi di D’Amico o quelli delle confetture di Cascina San Cassiano. Segnano un ritorno al passato anche le mezze bottiglie “tipo latte” di Don Antonio, il brand di Roccascalegna (Chieti) in cui propongono i sughi pronti. Ma l’elenco potrebbe continuare all’infinito.

Il vetro piace sempre di più ai consumatori europei e soprattutto a noi italiani. Un consumatore su due in Europa dichiara infatti di utilizzare più contenitori per cibi e bevande in vetro rispetto a tre anni fa e questo avviene soprattutto in Italia (57%), Austria e Croazia. Addirittura l’85% dei consumatori europei suggerirebbe il vetro ai propri amici e familiari (+15% rispetto a 8 anni fa), con un exploit dell’Italia: il 91% degli italiani lo consiglierebbe, la percentuale più elevata tra tutti i Paesi e il 6% in più rispetto alla media europea.
Questa indagine, che vede lItalia tra le prime nazioni d’Europa per la scelta di contenitori in vetro, più rispettosi dell’ambiente, più sicuri per gli alimenti e simboli dell’economia circolare - ha sottolineato Marco Ravasi, Presidente dei contenitori in vetro di Assovetro, l’Associazione italiana degli industriali del vetro - conferma una tendenza in atto, che vede in Italia consumatori sempre più attenti alla salute e alla sostenibilità dei prodotti alimentari. Ormai non si legge solo letichetta di un prodotto, ma si tiene conto anche della sostenibilità dei contenitori.

Scarica l'infografica della campagna 

 

Vota

Condividi

Condividi