Carciofini sott’olio: ne consumiamo 6,5 milioni di kg l’anno

Immancabili in dispensa assieme a funghi e melanzane sono tra i prodotti più antichi della tradizione conserviera, domestica e industriale.

05.08.2016

D’estate diventano i protagonisti indiscussi di insalate di pasta e di riso, ma i carciofini sott’olio sono uno dei cibi in scatola preferiti dagli italiani, che ne consumano 6,6 milioni di kg all’anno (fonte IRI Infoscan febbraio 2015).

Mentre quelli surgelati si utilizzano soprattutto per preparare paste e risotti i sottolio sono uno dei veri jolly della cucina e della gastronomia. Per sfiziosi antipasti e contorni, innanzitutto. Come ingrediente di pizze e focacce, dove sono il terzo ingrediente più utilizzato dopo pomodoro e mozzarella, nei sandwich e tramezzini, lo spuntino più diffuso nel Paese, anche grazie alla vending machine, dove sono ormai una delle farciture preferite. E’ difficile dire quante aziende li producano perché a quelle più grandi negli ultimi anni si sono affiancate migliaia di etichette artigianali. Negli ultimi anni poi abbiamo riscoperto il gusto di prepararli a casa, come facevano i nostri nonni.

Immancabili in dispensa assieme a funghi e melanzane sono tra i prodotti più antichi della tradizione conserviera, domestica e industriale. Le famiglie contadine li preparavano per poter gustare i prodotti della terra anche fuori stagione, oggi sono secondi solo al pomodoro nell’industria delle conserve e sono immancabili sugli scaffali di supermercati come nelle piccole salumerie e gastronomie. Si trovano praticamente ovunque.

La “fortuna” dei sott’olio come i carciofini è che rappresentano la soluzione più rapida (ma spesso anche gustosa) per un contorno genuino e, usati come condimento o ingrediente di paste insalate, risolvono il problema del pranzo o della cena. 

 

 

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