Amatriciana: l’appello di ciboinscatola.it per il terremoto

La ricetta, una delle più rappresentative della cucina italiana, è tra i sughi pronti più diffusi e scelti come souvenir gastronomico dai turisti

27.08.2016

Ciboinscatola.it invita tutti i produttori di sughi pronti all’ “Amatriciana” a devolvere una quota delle vendite dei propri prodotti alla ricostruzione della città distrutta dal terremoto del 24 agosto.

L’Amatriciana
, infatti, che deve il suo nome al comune rietino, è uno dei cibi in scatola più diffusi. Seconda solo al ragù e al sugo pomodoro e basilico tra i sughi pronti è uno dei cibi in scatola più apprezzati. Tante le aziende in Italia che la producono tra cui la più nota è senza dubbio Barilla. Ma ci sono anche Star, Rana, Althea, Ursini (che si trova a Eataly) e poi i marchi “Le ricette della nonna”, “I veri d’Italia” o anche quelli delle insegne della distribuzione come Conad per citare solo alcuni dei brand più conosciuti. E', senza dubbio, uno dei preparati più famosi e preferiti dai consumatori. Presente in tante dispense è immancabile sugli scaffali dei supermercati così come di tante gastronomie e negozi di prodotti tipici. Il sugo pronto, facilmente trasportabile è anche tra i souvenir gastronomici più scelti dai turisti in visita alla Città eterna, di cui è diventato uno dei piatti simbolo,e ovviamente di tanti comuni del Centro Italia. 
 
Sarebbe un bel gesto se una o più aziende che producono questo sugo decidessero di devolvere una parte del ricavato della vendita alla città di Amatrice” – affermano Giancarlo Panico e Gennaro Cirillo che founder di ciboinscatola.it, il primo blog magazine italiano sul mondo del cibo in scatola – “Abbiamo pensato di lanciare questo appello perché la cucina italiana deve molto a questa città. I territori sono fondamentali per l’identità del patrimonio gastronomico italiano e riteniamo che sia urgente dare un segnale forte da parte di quelle aziende che in qualche modo traggono benefici da prodotti, piatti e ricette legate divenuti patrimonio di tutti. Questa è vera sostenibilità. I fondi raccolti o devoluti dalle aziende potrebbero essere destinati al recupero, la ricostruzione o il restauro di edifici pubblici o di interesse danneggiati dal sisma”.
 
Ciboinscatola.it racconterà le iniziative adottate dalle aziende e ne seguirà lo sviluppo nel tempo e, dove necessario, si candida a farsi intermediario con le zone colpite dal sisma. 
 
L’Amatriciana, come si legge sul bel sito dell’Assessorato al turismo della Città è “una ricetta dalle origini contadine a base di guanciale amatriciano e formaggio pecorino. Il sugo veniva preparato dai pastori con gli ingredienti a loro disposizione sulle montagne quando seguivano le greggi nel periodo della transumanza. Usavano quindi, guanciale e pecorino, questi due ingredienti sono ancora prodotti dagli allevatori di Amatrice, quindi originariamente l'Amatriciana era bianca. Con la scoperta dell'America, e la conoscenza del pomodoro, è stata rivisitata”e oggi esiste anche nella versione “rossa” che è anche la più diffusa come sugo pronto.
 
“La diffusione su scala nazionale del sugo all'amatriciana si ebbe nell'Ottocento quando molti amatriciani emigrarono a Roma a causa della crisi della pastorizia e, trovando occupazione nella ristorazione, fecero conoscere il piatto dei loro avi. Il primo storico ristorante amatriciano di Roma risale al 1860 e si chiamava Il Passetto, poiché attraverso il ristorante si poteva passare dal Vicolo del Passetto a Piazza Navona”.
 
 
La ricetta originale dell'Amatriciana "bianca":
 
Ingredienti (per 4 persone):
500 g di spaghetti
125 g di guanciale di Amatrice
un cucchiaio di olio di oliva extravergine un goccio di vino bianco secco
100 g di pecorino di Amatrice grattugiato sale.
 
Preparazione:
Tagliamo il guanciale a listarelle lunghe e lo rosoliamo in una padella aggiungiamo un'abbondante manciata di pepe nero e cuociamo a fuoco basso per alcuni minuti finché il guanciale non risulterà leggermente dorato, facendo molta attenzione che non si bruci o si rosoli troppo, regola fondamentale per la riuscita del piatto.
Uniamo al guanciale gli spaghetti cotti al dente in abbondante acqua salata e aggiungiamo abbondante pecorino amatriciano– più delicato e meno salato del romano –e pepe nero macinato fresco a piacere.
Amalgamiamo il tutto e serviamo l'Amatriciana Bianca calda con una spolverata di pecorino e un’ultima macinata di pepe.



contatti 
Giancarlo Panico: g.pan@iol.it 
Gennaro Cirillo: g.cirillo@websigner.eu



 

 

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