2017, l’anno delle Foodbox

Anche in Italia, come negli Stati Uniti, sono un vero e proprio fenomeno. Il packaging trasforma queste confezioni di prodotti da regalo ad esperienza.

25.01.2017

Di marca o personalizzate, preconfezionate o artigianali, le Foodbox sono state le vere protagoniste dei regali per il Natale appena trascorso, e lo saranno ancora di più nel 2017. Un trend che da noi è esploso quest’anno ma che negli USA è diventata una vera e propria mania. Ci sono foodbox per ogni esigenza, per ogni periodo dell’anno e per ogni “categoria” di persone. La novità rispetto ai tradizionali pacchi e cesti di prodotti alimentari, che esistono da sempre, è il modo in cui si presentano.

La foodbox non è un semplice pacco contenente pasta, conserve, confetture, sughi o dolci in scatola ma un modo per rendere il regalo “esperienza”. La foodbox è qualcosa in più di un cesto o una confezione regalo perché è l’espressione dell’epoca che stiamo vivendo. Intanto è un modo di presentare l’insieme dei prodotti. È caratterizzato da un design originale e accattivante. E’ un’esperienza, ancor prima che un regalo.

Esistono già da qualche anno, ma dal 2016 sono entrati prepotentemente nella top ten dei regali natalizi, sia aziendali che familiari e personali. E se la palma del più originale va a quelli di Morandini-De Castro, veri e propri capolavori del food design, lo scorso anno chi ha scelto di regalare cibo o prodotti alimentari per Natale ha avuto veramente l’indecisione della scelta.

Ciboinscatola ha provato a selezionarne alcune. La piazza d’onore va senza dubbio ai foodbox di Eataly che quest’anno, alla gamma di tradizionali confezioni regalo con prodotti di qualità, ha affiancato i regali “di carattere”, “personalizzabili” in base agli interessi del destinatario. Il terzo gradino del podio invece è degli innovativi kit Barilla per il sistema “Cucina Barilla”, il forno smart per preparare ricette gustose.  

Poi ci sono quelli di una categoria di prodotto: pasta, conserve di pomodoro, tonno e conserve ittiche, cioccolato, formaggio, confetture e marmellate, cioccolato. Nel segmento della pasta, ad esempio, l’offerta è molto ampia con Garofalo o il “Maxi cubo” del Pastificio dei Campi, con un packaging di grande design; De Cecco  o Felicetti. Una delle novità del 2016, destinata ad affermarsi nel 2017 come regalo gastronomico, sono le foodbox di conserve di pomodoro e loro derivati. Le confezioni Agromonte, che ci sembrano le più accattivanti, contengono un’ampia varietà di prodotti assieme all’immancabile bottiglietta di Salsa pronta di pomodorino ciliegino che ha reso famosa l’azienda siciliana. Quelle di Gustarosso, invece, senza troppi fronzoli, rappresentano un regalo da “dispensa”. Contengono 12 barattoli da 400 gr di conserve di pomodori tipici della Campania: 3 di Pomodorino Crovarese, 3 di Pomodoro San Marzano DOP, 3 di Pomodorino Giallo Lucariello e 3 di Pacchetelle (una classica preparazione napoletana).

Tra i formaggi una menzione va senza dubbio alle confezioni di Parmigiano Reggiano e Grana Padano: le più diffuse nel Paese, che si trovano nei punti vendita della Grande Distribuzione e anche nelle piccole salumerie e gastronomie. Qui l’offerta è veramente ampia ma su tutte svettano quelle di Parmareggio e Ferrari  che nelle confezioni degustazione inserisce anche mieli e confetture.

Per il Natale 2016 anche le conserve ittiche sono andate forte. Regalare Tonno, Acciughe, sardine o sgombri, è sempre più apprezzato. Ci sono piaciute molto le Valigette di Callipo con prodotti di qualità ma per tutte le tasche. Nello shop online, infatti, si va da quelle base da 26€ a quelle deluxe che costa 168,50€.

Non sono vere e proprie FoodBox ma ci piacciono molto anche le confezioni di prodotti selezionati da Foodscovery, l’azienda fondata da Fabio Di Gioia e Mario Sorbo che si propone di “mettere in contatto i migliori produttori di eccellenze artigianali con il consumatore finale, eliminando qualsiasi costo non necessario a favore di un rapporto diretto”.

Sempre più apprezzate le foodbox di prodotti regionali tra cui abbiamo scelto quelle del Parco dell’Uccellina con il “Cesto Maremma” (unica foodbox che conserva il nome di Cesto) e quelle dell’azienda salernitana Maida 

Non potevano mancare le foodbox solidali che hanno conquistato la scena del Natale 2016 come quelle proposte da Libera, l'associazione guidata da Don Ciotti, con il marchio Libera Terra, che ormai rappresentano un cult e quelle di CIA, la Confederazione Italiana Agricoltori, proposte per aiutare la ricostruzione di Amatrice. 

Infine ci sono le foodbox “stellate”, cioè quelle proposte dai grandi chef. Una naturale evoluzione del nuovo fenomeno che coinvolge sempre più ristoratori: la vendita di propri prodotti o di quelli utilizzati per preparare i piatti presenti in menù. Un filone inaugurato da Alfonso e Livia Iaccarino del famoso Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui due Golfi con i prodotti dell’Azienda agricola biologica “Le Peracciole”. Molto originali le confezioni regalo di Moreno Cedroni
 

 

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